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Relazione 2017 sulla qualità dell’aria

08/06/2018

La Relazione annuale sulla qualità dell’aria in Friuli Venezia Giulia nel 2017 [1] predisposta dall’Arpa conferma anche quest’anno una situazione complessivamente buona e rispettosa dei limiti di legge, pur se in presenza di un lieve relativo peggioramento rispetto al 2016, principalmente dovuto alla variabilità interannuale delle condizioni meteorologiche.

Da quest’anno, la valutazione annuale sulla qualità dell’aria in Friuli Venezia Giulia comprende anche il territorio di Sappada che, a tutti gli effetti, rientra nelle considerazioni espresse relativamente alla “zona di montagna”.

La Relazione è un documento piuttosto complesso, realizzato seguendo le indicazioni della normativa (D.lgs 155/2010 [2]), prendendo in considerazione tutti gli inquinanti “normati”, ovvero quelli per cui esiste un limite di legge in aria ambiente.

Particolato atmosferico [3]
Il materiale particolato è monitorato sia nella frazione più grossolana - il PM10, cioè con diametro inferiore ai 10 μm (microm) - sia nella frazione più fina - il PM2.5, cioè con diametro inferiore ai 2,5 μm. Per quanto riguarda il PM10, anche nel corso del 2017 il valore medio è stato ovunque inferiore al limite di legge, sebbene con una concentrazione maggiore nel Pordenonese, come si osserva ormai da diversi anni. Anche il numero di superamenti giornalieri del PM10 ha rispecchiato l’andamento ormai noto, che in questo caso conferma invece la presenza di valori oltre al limite di legge su un’ampia area della pianura occidentale, grossomodo tra il confine con il Veneto e il Tagliamento, dove le caratteristiche climatiche sono simili a quelle della pianura padana, di cui anche il nostro territorio condivide localmente i problemi. L’area con superamento del limite di legge si estende su una superficie di circa 248 km2, coinvolgendo circa 112.000 persone. Le fonti sono sia il riscaldamento domestico, sia il traffico, sia le emissioni industriali.

Per quanto riguarda il PM2.5, esso è rimasto invece al di sotto del limite di legge su tutta la regione e addirittura inferiore al limite di 20 μg/m3 che entrerà in vigore nel 2020. Anche per il PM2.5 si nota comunque un aumento delle concentrazioni spostandosi da est verso ovest ed in prossimità del confine con il Veneto, presumibilmente sempre per effetto dell’affinità climatica e orogeografica con la Pianura Padana.

Ozono [4]
L’ozono si conferma essere l’inquinante più critico per il Friuli Venezia Giulia. Nel corso del 2017 su quasi tutto il territorio regionale i valori di ozono sono stati generalmente elevati e superiori all’obiettivo di legge a lungo termine previsto dalla normativa. Ciò a causa di un significativo apporto di radiazione solare nel periodo estivo superiore a quello osservato nell’anno precedente. Si tratta di un problema che riguarda in generale aree molto ampie del nostro Paese e dell’intera Europa e che richiede pertanto risposte di tipo tecnologico e strutturale coordinate tra i diversi livelli di governo. La nostra Regione è peraltro da tempo attenta alla gestione degli episodi acuti di inquinamento attraverso indicazioni di comportamento alla popolazione.

Biossido di azoto [5]
Per quanto riguarda il biossido di azoto, per effetto dei miglioramenti tecnologici che ci sono stati negli anni, sia la concentrazione media annua che le concentrazioni medie orarie sono rimaste al di sotto delle soglie di legge, come accade oramai da diversi anni.

Monossido di carbonio [5]
Per quanto il monossido di carbonio, anche nel corso del 2017 si sono osservate in generale concentrazioni molto basse, analogamente agli anni precedenti. I valori più elevati si riscontrano solo in aree caratterizzate da un maggior flusso veicolare e nei pressi di alcune circoscritte aree industriali.

Biossido di zolfo [5]
Questo inquinante da diversi anni presenta concentrazioni molto basse su tutta la regione ad eccezione di alcune aree nei pressi dello stabilimento siderurgico di Servola, dove comunque sono rispettati i limiti di legge.

Benzene [5]
Quasi tutte le postazioni di misura rimangono abbondantemente inferiori al limite di legge. I valori maggiori si osservano nei pressi delle zone maggiormente trafficate del territorio regionale e nelle vicinanze dello stabilimento siderurgico di Servola.

Benzo(a)pirene [5]
Per quanto riguarda il benzo(a)pirene, nel complesso la situazione risulta sostanzialmente invariata rispetto a quanto osservato nel 2016 e negli anni precedenti, con valori inferiori al limite - ma prossimi allo stesso – su quasi tutta la pianura della regione e nei pressi dello stabilimento siderurgico di Servola. La presenza diffusa di questo inquinante, unitamente a sofisticati approfondimenti analitici condotti da Arpa, fanno ritenere che, in assenza di sorgenti puntuali come avviene nel il caso della pianura friulana e delle aree urbane dell’Udinese e del Pordenonese, le concentrazioni prossime ai limiti siano da imputare in particolare all’uso diffuso della legna come combustibile domestico, soprattutto se a ciocchi e in impianti obsoleti.

Metalli pesanti [5]
Per quanto riguarda i metalli pesanti (Arsenico, Cadmio, Nichel, Piombo), tutte le valutazioni condotte sino ad ora da Arpa confermano che questi inquinanti sono al di sotto della più cautelativa soglia di valutazione inferiore, ovvero quella soglia cautelativa per la quale non sarebbe neppure necessario il monitoraggio continuativo.

Aree urbane
I dati acquisiti da Arpa consentono anche di effettuare delle considerazioni di dettaglio sulla qualità dell’aria nelle aree urbane. Le stazioni di misura del particolato atmosferico collocate in prossimità di singoli assi viari ad alta percorrenza rilevano una concentrazione di polveri maggiore del 5% rispetto alle stazioni di fondo urbano. Ben più significativo è il contributo per gli ossidi di azoto - inquinanti tipicamente associati ai motori a ciclo Diesel - che aumentano del 10-30% nei pressi degli assi viari maggiormente trafficati. Questi monitoraggi possono essere molto utili per valutare l’efficacia delle azioni volte al rinnovo del parco macchine circolante o per la gestione degli eventi di inquinamento acuto dovuto ad avverse condizioni meteo.

 

 

Riferimenti bibliografici e sitografici

[1] RELAZIONE SULLA QUALITÀ DELL’ARIA NELLA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA ANNO 2017

[2] D.Lgs 155/2010

[3] Regione Friuli Venezia Giulia / 2017 - Infografica polveri sottili

[4] Regione Friuli Venezia Giulia / 2017 - Infografica ozono

[5] Regione Friuli Venezia Giulia / 2017 - Infografica inquinanti

 



Questa notizia viene pubblicata nell'ambito delle iniziative: "SNSvS - Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile"


"GIUGNO 2018 / SUSTAINABLE DEVELOPMENT GOAL 6 Ensure availability and sustainable management of water and sanitation for all"

 

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