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Il Laboratorio di Arpa FVG avvia la ricerca degli Escherichia coli verocitotossici

02/07/2018

Il Laboratorio Alimenti e Microbiologia di Arpa FVG ha ampliato la sua capacità analitica per rispondere a una sfida emergente nel settore alimentare e ambientale: la ricerca degli  Escherichia coli verocitotossici (VTEC o STEC) nelle acque e negli alimenti.

Sebbene gli  Escherichia coli facciano parte della normale microflora intestinale dei mammiferi, alcuni ceppi possono essere infatti pericolosi per l’uomo. La patogenicità è dovuta alla produzione di tossine, chiamate  verocitotossine (VT), a causa della loro attività sulla linea cellulare Vero, o Shiga toxins (Stx), in quanto sono molto simili a quelle prodotte dalla Shigella dysenteriae.  I ceppi produttori vengono quindi anche denominati VTEC (VT-producing E. Coli) o STEC (Stx-producing E. Coli).

Si tratta di batteri capaci di provocare infezioni, i cui sintomi possono variare da forme diarroiche lievi a tipologie più severe, di tipo emorragico. In alcuni casi si possono avere anche patologie più gravi, come la sindrome emolitico-uremica (SEU), che può provocare un danno renale acuto. Quest’anno negli Stati Uniti d’America lo sviluppo di alcuni focolai infettivi provocati dal consumo di lattuga romana contaminata da Escherichia coli patogeni si è guadagnato l’attenzione dei media, e la Food and Drugs Administration statunitense ha condotto approfondite ricerche su questi episodi.

Il tratto gastro-intestinale dei ruminanti costituisce il principale serbatoio naturale di questi batteri, che possono infettare l’uomo per via alimentare, tramite l’ingestione di acqua o alimenti contaminati. Anche la frutta e gli ortaggi possono costituire un veicolo di trasmissione di questi patogeni, qualora i terreni sui quali vengono coltivati siano irrigati con acqua contaminata o fertilizzati con reflui di animali infetti.

Il metodo analitico utilizzato dal Laboratorio Alimenti e Microbiologia di Arpa FVG utilizza la reazione di polimerizzazione a catena (PCR) in tempo reale, che permette di identificare nei campioni la presenza  dei  geni di virulenza e di adesione dei batteri e di quelli associati ai loro sierogruppi  (O157, O111, O26, O103, O145). Un successivo esame colturale permette di verificare la vitalità del ceppo virulento e di isolarlo per un eventuale sequenziamento.

Il Laboratorio di Arpa FVG ha messo a punto  questo metodo analitico per rispondere all’esigenza di garantire controlli efficaci nei confronti di un patogeno emergente,  che ha dimostrato di costituire un rischio reale per la salute dei consumatori.